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Arnica
montana (arnica)
Pianta della famiglia delle Composite. Le virtù
già note alle antiche popolazioni germaniche. Entra nella
fitoterapia moderna come "panacea dei traumi". Forma il
trio delle piante vulnerarie, cioè indicate nelle conseguenze
dei traumi con Calendula officinalis
e Bellis perennis. La tintura madre è ottenuta dalla pianta
fresca, ricca in flavonoidi, pigmenti carotenoidi, fenoli e manganese
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Caratteristiche albero: è un'erba
medicinale della famiglia delle Asteraceae, alta circa 60cm,
dai grandi capolini di colore giallo aranciato con caratteristici
petali "spettinati", caratterizzato
da un gradevole aroma.
Indicazioni: traumi locali, contusione,
distorsione, echimosi, stiramento e strappo muscolare.
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I fiori e rizoma della pianta contengono un glucoside
(l’arnicina) che è simile, come azione, alla canfora.
Dalla pianta si può estrarre anche fitisterina, acido gallico
e tannino. L’arnica
va impiegata esternamente in pomata od olio, si raccomanda
di utilizzarla sulla cute integra. Si utilizza nella cura di fratture,
contusioni, distorsioni, slogature e dolori muscolari (anche dopo
uno sforzo fisico in palestra) massaggiando poche gocce d’olio
direttamente sul muscolo.
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